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Lettera aperte a Susan Boyle, da bruttina stagionata a fenomeno musicale.

Lettera aperte a Susan Boyle, da bruttina stagionata a fenomeno musicale.
December 3, 2009 Gio

Cara Susan Boyle,

sei arrivata a Britain’s got talent quando nessuno sapeva che faccia avessi. Quando ti hanno vista, su quel palco, hanno ben sperato di non rivederla mai più. In ogni caso, con la pubblicità ottenuta dal tam-tam su internet, ti sei rifatta di tanti anni di zitellaggio acuto, avendo modo di far ben presente ai media che, no, non avevi mai baciato nessuno (o meglio, che nessuno aveva mai baciato te), che vivevi in Scozia con dei gatti e che si, ti sarebbe tanto piaciuto cantare.

La tua canzone, I dreamed a dream, al talent show inglese, ha fatto sognare milionio di ragazze inciccite e cellulitiche, troppo poco glamour per calcare i palchi della canzone. Le tue sopracciglia spesse, le tue gonne troppo larghe e tutto quello che ti portavi dietro – anni di sfiga, prese in giro e altre amenità – hanno commosso le platee e, a me, personalmente, han ricordato mia nonna (le stesse gonne che usa lei, classe 1940 e nessuna velleità artistica).

Più o meno, eri così:


Adesso, sei tutta tirata. Metti il fard sulle guancie e quelle sopracciglia folte le hai tirate a morte con una pinzetta. Resti la più cliccata del web, e il tuo video storico, quello del reality, resta il favorito. In compenso, scalzando divi storici come Michael Jackson e Madonna, sei riuscita a vendere, in una sola settimana dal lancio del tuo primo cd di cover (I dreamed a dream, guarda un po’), ben quattrocento mila copie. Più di un’altra vincitrice storica di un talent famoso (Leona Lewis, X Factor).


Ora, ti mostri, nella tua nuova veste e grazie al tuo nuovo re-styling da donna in carriera, come Babbo Natale, mostrando trionfante il tuo successo.

Cara Susan, non è che due tocchi di ombretto tolgano di mezzo quella che eri.

Quello che tu eri, non era affatto male: era un simbolo, un a dimostrazione concreta che, per avere il pubblico ai tuoi piedi, non serve una taglia 42, un bel visino, una pelle diafana. Ma ora sei ricca, e famosa.

Resti un simbolo, per tutte le inciccite e cellulitiche ragazze con il sogno che hai cantato e dentro cui sei e entrata.


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