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“Sono sfigata e me ne vanto”: Patty, Betty e le altre della tivvù anti-gnocca.

“Sono sfigata e me ne vanto”: Patty, Betty e le altre della tivvù anti-gnocca.
November 10, 2009 Gio

In tv sono tutte belle, magra e formose. La dentatura è perfetta, la pelle del viso tirata, gli occhi splendenti in uno smocky eye di tendenza. L’unico cruccio è che ce ne sono mille come loro. Mentre sono poche, davvero poche, quelle imperfette.

Per questo, quando in tivvù arriva un brutto anatroccolo, corredato magari di antiestetico apparecchio per i denti, di capelli stopposi, di rotoli di ciccia e di tanti, tanti brufoli, fa successo.

C’è stata Ugly Betty, che lavorava in una rivista di moda circondata da gnocche pazzesche, lei, così scialba, cicciotta e ingenua, giustamente imbruttita per copione, non necessariamente super bella in borghese, ma piacevole nella sua normalità.

E poi è arrivata Patty, con il suo magico mondo di dialoghi doppiati come peggio non si può, con i maglioni anni ’90, con i denti da coniglio, una ragazzina argentina non bella, perennemente incorniciata da due trecce che di certo non l’aiutano nel look.

Il fenomeno Patty, come quello Ugly Betty, disegna lo spettatore in modo diverso da quello che uno si immagina. In primo luogo, se bambini e adolescenti apprezzano le peripezie di certi personaggi, è perché si riconoscono in loro.

Perché questo è un mondo di grasso che straripa, di creme anti-acne e di guaine snellenti per perdere liquidi.  E allora, le varie Serena Van de Woodsen di lucenti serial made in Usa, non fanno effetto come le ragazzine sfigate che si battono per trovare il vestito adatto al party cui, in ogni caso, non sono state invitate.

Vivono in un mondo di soldi che mancano, di precarietà, di discorsi futili, come tutti. Anche se il caso Patty, che sta avendo molto successo in Italia tra le ragazzine dai 13 in giù, non è certo uno dei più felici, televisivamente parlando, risponde in ogni caso a un’esigenza, reale, di ritrovarsi davanti un mondo normale, fatto di donne che non necessariamente hanno le fossette o le pagliuzze dorate negli occhi, che non necessariamente hanno l’ultima borsa Fendi nell’armadio, che non necessariamente vogliono una vita glamour.

Poi magari anche questi personaggi sono costruiti a tavolino per raggiungere un certo target. Ma fa piacere guardarli, nella loro tenera, abbozzata imperfezione televisiva.

3 Comments

  1. Francesco 8 years ago

    Ho due bambine di 11 anni, guardano il mondo di Patty, così come molte loro amiche, si è vero, molte si riconoscono in questo telefilm, ma quanto a identificazioni, purtroppo, molte si identificano non con la sfigata Patty, ma con la vincente, per ora, perfida Antonella, al punto che a scuola si sono formati gruppi delle Divine (vincenti) ma nessuno delle Popolari (Patty).

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