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Lavarsi? Che orrore! Storia di un passato sudicio (non troppo lontano)

Lavarsi? Che orrore! Storia di un passato sudicio (non troppo lontano)
October 20, 2009 Gio

E’ un libro a svelarci quello che in realtà già si sospettava: i metodi degli “antichi“, in fatto di pulizia, non è che ne fossero molto efficaci. Anzi, proprio con acqua, sapone ed effluvi non volevano avere nulla a che fare.

Storia della pulizia… e della sporcizia del corpo di Katherine Ashenburg ( ed. Odoya , 18 Euro) racconta di un mondo neanche troppo lontano, in cui lavarsi certo non era un merito, ma un terribile affronto. Nel ‘600, in pieno clima di austerity, la Chiesa vietava i bagni perché frutto del lavorìo del demonio: per tutto il secolo, a chiunque fosse venuto in mente di allargarsi i pori con i vapori e nascondere cattivi odori con profumi, venivano inflitte punizioni e ricatti psicologici, sullo stile “Se ti lavi finisci all’inferno per direttissima“.

Il libro racconta con stile documentaristico le vicissitudini di questa strana abitudine, lavarsi, nel corso dei secoli, a seconda del contesto sociale.

Come già molti sapranno, anche il bidet non è una pratica usata da molto tempo, anzi. Negli altri Paesi d’Europa, per non parlare del resto del mondo, questa stravagante abitudine non ha molto successo. E non ne aveva neanche quando fu inventato, nel ‘700, se non tra le cortigiane, tante che l’uso di questo strumento del demonio venne associato per secoli al mestiere più antico del mondo.

La pulizia, ovviamente, è legata al sesso, essendo a sua volta legata a doppia mandata al corpo e ai suoi bisogni. E’ storia nota quella di Napoleone che chiede a Giuseppina di non toccare acqua ed essenze profumate nei giorni subito precedenti al suo ritorno, perché voleva spupazzarsela nuda, cruda e sudicia come tanto piaceva a lui.

La giornalista e storica Katherine Aschenburg racconta secoli di storia delle pulizia avventurandosi fino al Nuovo Mondo per raccontarne le attitudini, per arrivare alla fine ai giorni nostri, alla corsa ossessiva ai disinfettanti, alla caccia al deodorante migliore. Oggi non è più peccato lavarsi, e chi non segue la regola viene estromesso dal club. La caccia alla bellezza passa anche per l’acqua, eppure è bene non dimenticare quello che è stato. E tenere a mente che quando ci troviamo in difficoltà,  e per consolarci ci diciamo “beh, se ce l’hanno fatta gli antichi, farò come loro“, non è detto che questa sia una buona soluzione.

5 Comments

  1. Luigi 8 years ago

    Spassosissimo articolo, al quale mi sento in dovere di dare il mio contributo.
    Avete presente il Re Sole Luigi XIV? Sì quello tutto ghingheri e lustrini. Bene, lui, convinto che lavarsi fosse nocivo per la salute e supportato in questo dai migliori scienziati di Francia, si fece il bagno solo una volta nella sua vita. Per precauzione lo fece vestito da capo a piedi, rimase in acqua per pochi minuti e sotto strettissimo controllo di una équipe medica…

  2. Gio 8 years ago

    @Luigi: che schifo, madonna! Ho cercato di essere più distaccata possibile scrivendo, ma non riesco a capire questo passato sudicio, davvero! grazie per il tuo contributo 😉

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    […] Che orrore! Storia di un passato sudicio (non troppo lontano) Fonte: Lavarsi? Che orrore! Storia di un passato sudicio (non troppo lontano) Scritto da: il 2009-10-20 […]

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