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Bastardi si, ma la gloria va tutta a Tarantino.

Bastardi si, ma la gloria va tutta a Tarantino.
October 12, 2009 Gio

Sono cattivi, melliflui e doppiogiochisti, infidi, con in bocca solo un Mein Fuhrer e un sorriso pradatore. Eppure, i nazisti di Inglorious Basterds, quel “capolavoro”, come Quentin Tarantino ha sommessamente dichiarato alla stampa dopo la prima a Venezia (“Potrebbe davvero essere il mio lavoro migliore“, ha detto), fanno pena. E fanno pena non tanto perché finiscono male, Mein Fuhrer compreso, ma perché senza personalità, indegni di essere ritratti da un regista che ha deciso di mettere in scena un periodaccio della storia in un film un po’ remake un po’ celebrazione di un certo cinema classico che lo fa impazzire.

Solo Hans Landa, interpretato magistralmente, in carne e cattiveria, da Cristoph Waltz (uno sconosciuto del cinema nostrano ma degno attore di un degno film), è delineato a tutto tondo, nel suo essere carnivoro, meschino attore di una parte che porta avanti per pura convenienza, dalla scena iniziale, con lo sterminio della famiglia ebrea di Shosanna, a quella finale, quando ha già voltato le spalle a Hitler, a Goebbels e a tutti quelli dell’allegra cricca nazista.

Un meta -film, che non a caso, è stato detto, vede consumarsi la sua scena principale in un cinema, come in una farsa in cui però il lieto fine può e deve accadere, un cinema che è l’unico luogo in cui tutto può accadere, anche l’epilogo che la Storia, quella vera, non ha avuto.

Storie che si intrecciano, come quella di Aldo Raine (un Brad Pitt strafottente e truculento) e dei suoi baldi che ammazzano i nazisti a colpi di mazza e ironia, segnandoli a vita con la svastica in fronte; o quella di Shosanna (Melanie Laurant, ventidue film all’attivo prima di questo, ora formalmente riconosciuta nel Gotha del cinema che conta, dice lei nelle interviste un po’ stizzita) che si vuole vendicare per lo sterminio della sua famiglia per mano di Landa, e che, destino vuole, si ritrova per le mani un potere immenso, quella di 350 nazisti rinchiusi nella sua sala cinematografica, Fuhrer compreso; quella dell’attrice doppiogiochista, una Diane Kruger più bella e brava che mai (Elena di Troy non le rendeva giustizia) che tenta il tutto per tutto per portare a termine un piano che dovrebbe sterminare la sua razza, ma che si ritorce contro di lei, soffocandola.

E’ a Shosanna, nei capitoli (tecnica molto amata da Tarantino) che compongono queste storie,  che viene affidata anche la parte finale, è lei la vera protagonista della Storia. Anche da morta, riesce a portare a termine il suo piano e con maestria.

Tarantino, dopo anni di ricerca, in Melanie Laurant ha trovato la sua bella ebrea francese, l’ha trasformata in una sua tipica eroina e l’ha resa forza motrice di una vicenda ben coadiuvata da bravi attori e da una fantastica regia.

Truculenza a parte, il pulp di Tarantino può essere compreso solo con un po’ di maturità cinematografica. Non a caso è un film vietato ai minori di sedici anni.

Gli stessi che ieri sera erano al cinema e che inveivano a ogni scena di cruda violenza gratuita, scalpi compresi. Gli stessi che, vedendo in questo il cuore di Inglorious basterds, si sono trasformati piano piano nei 350 nazisti ospiti della Premiere del film esaltato e febbrile a ogni sparo contro i nemici americani, in un gioco di specchi in cui non si capiva più cosa era film e cosa realtà.

Con tanta gioia del regista, che è riuscito nell’intento.

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    […] Bastardi si, ma la gloria va tutta a Tarantino. Scritto da: il 2009-10-12 13:39:57 Sono cattivi, melliflui e doppiogiochisti, infidi, con in […]

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    […] l’articolo originale: Bastardi si, ma la gloria va tutta a Tarantino. Tags: Basterds, Celebrazione, Certo, Cinema, Detto, Dichiarato, Gloria, Landa, Lavoro, Mein […]

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