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Caccia all’uomo con getto d’acqua: SpyStory, il reality game che ti trasforma in una spia.

Caccia all’uomo con getto d’acqua: SpyStory, il reality game che ti trasforma in una spia.
September 9, 2009 Gio

Si armano di pistole (finte), ideano ingegnosi travestimenti (per gioco), cercano di mimetizzarsi nella folla (per tattica) e, quando hanno trovato la preda, sparano (acqua). Non è la trama di un nuovo serial-tv, ma gli ingredienti del reality game del momento, SpyStory, nato da un’idea fulminante a Torino, tra un “pacco di carta igienica e una scatola di cereali al supermercato“, per ammissione dell’ideatrice, Anna Porello, in una recente intervista in cui racconta la nascita del gioco durante una spesa passata a fantasticare. Con il suo compagno Giuseppe Tempio, Anna ha provato a cambiare un po’ la routine cittadina e, a budget zero, ha trasformato il vecchio gioco “Guardie e ladri” in un meccanismo a metà tra il marketing e il reality.

Una piccola quota d’iscrizione, una trentina di partecipanti per ogni edizione e per ogni città , regole ferree, che, ci tiene a precisare Anna “tutti rispettano“, identikit e dotazione da spia. Ognuno ha una preda, ognuno è preda.

il meccanismo del gioco
il meccanismo del gioco

 Un vecchio articolo lo definiva il gioco della “Torino bene“, ma, ora che le città in cui SpyStory si organizza sono una decina, l’etichetta cade.

Ho incontrato Anna al Working Capital Telecom di Torino dello scorso giugno, dove ha presentato il progetto e ha parlato dei risultati raggiunti e delle aspettative future. Per vie 2.0, l’ho intervistata. E’ dalle sue parole che la storia di SpyStory viene fuori.

Blogposh: Le riviste e i Tg nazionali parlano di Spy Story, raccontano le gesta dei protagonisti, e il curioso meccanismo del gioco: ti aspettavi questo successo?

ANNA: Sono una persona molto positiva e ho sempre creduto nelle potenzialità del progetto Spystory, sapevo che avrebbe interessato in generale i media, ma ad essere sincera non credevo di riscontrare così tanto successo a livello nazionale. Ricorderò per tutta la vita quando un sabato mattina (non è “un” ma è “IL” sabato mattina, 28 febbraio 2009) mio padre mi ha svegliato con una telefonata: era eccitatissimo e continuava solo a ripetere “Sei sulla prima pagina de La Stampa!“. Mi sono resa conto, leggendo Il Buongiorno di Gramellini, che qualcosa stava cambiando.

BP: Ti ho vista “live” al Working Capital di Torino, mentre raccontavi senza esitazioni di kit da spia, appostamenti, inseguimenti e travestimenti di ogni tipo: oggi Spy Story è una realtà in molte città italiane, grazie a te e a Giuseppe che avete reso popolare questo gioco. Il prossimo obiettivo qual è?

ANNA: Ho tante aspettative per questo gioco e anche molte idee: sicuramente il primo passo sarà quello di aumentare il numero di città coinvolte, perché ci arrivano parecchie richieste da tutta Italia. Ma l’obiettivo principale resta sempre quello di far divertire le persone e per questo c’è bisogno di un’organizzazione forte che segua sempre in maniera diretta i partecipanti: trovo che il contatto personale sia fondamentale.

il kit da spia
il kit da spia

BP:  La parte più curiosa di tutta la vostra avventura sono gli aneddoti dei protagonisti, raccontati e aggiornati costantemente sul blog ufficiale: ti va di dire ai lettori di Blogposh quello che più ti ha divertito?

ANNA: Senza dubbio il “colpo” più divertente è stato organizzato da Millenarius e Galeazzo (due spie storiche) ai danni di Gambrinus: i due scaltri hanno chiamato a casa di Gambrinus spacciandosi per due tecnici Sky, hanno fissato l’appuntamento e si sono presentati il giorno dopo travestiti da operatori e accompagnati da un elettricista che potesse sembrare un poco più esperto, essendo loro due dei manager non propriamente uomini black and decker. Hanno passato due ore con il padre della loro vittima a disquisire sulle tecniche migliori per programmare il decoder fino a quando sono riusciti a scovare Gambrinus ed a eliminarlo (spruzzandolo con la pistola ad acqua, n.d.r.) Questo è lo spirito di spystory: giocare un po’ fuori dalle regole, dando libero spazio all’inventiva, sempre nel rispetto degli altri, per divertirsi in maniera genuina.

BP: Al BarCamp di Torino ti ho sentita parlare di un valore aggiunto all’esperienza ludica come l’avete intesa tu e Giuseppe, rispetto a quelle virtuali cui siamo abituati oggi. Perché si dovrebbe partecipare a Spy Story?

ANNA: Si partecipa a Spystory perché è un gioco differente. Siamo animali mentalmente pigri e a volte preferiamo giocare seduti sul divano con console o pc, oppure contattare amici su social network..Strumenti utilissimi, non lo metto in dubbio, ma a volte perdiamo un po’ il senso di vivere un esperienza vera e diversa dal solito. Spystory ci da questa opportunità per 21 giorni, e stimolando la nostra fantasia. Il fatto di vivere un’esperienza divertente assieme ad altri partecipanti che non si conoscono porta ad instaurare relazioni in maniera meno superficiale, che si trasformano in vere e proprie amicizie e a volte anche in qualcosa di più.

BP: Un’ultima domanda: tu cosa arriveresti a fare per braccare la tua preda e colpirla con la pistola ad acqua?

ANNA: Mi diverte dire che sono il capo, le spie lavorano per me e devono fare il lavoro “sporco”! Ad oggi, per difendere il Big Boss (Giuseppe, n.d.r.), mi sono limitata ad irrompere durante un meeting manageriale, chiedendo a Giuseppe di lasciare di nascosto riunione ed ufficio perché sapevo che era stato ingannato da una talpa. Forse non finirei in un cassonetto dell’immondizia (come molte spie hanno fatto), ma sicuramente mi metterei in gioco con camuffamenti per coinvolgere persone vicino alla mia vittima ed eliminarla di sorpresa..e girerei sempre con zainetto, indumenti di ricambio per travestimenti e nottate improvvisate. Tutto per sfuggire al mio predatore o per pedinare la mia preda.

***

Questo è SpyStory, presto la nuova edizione. Nuove spie, nuove vittime, nuovi travestimenti. E fiumi di acqua per eliminare la preda. E il tutto solo per divertirsi. Per ridere. Per far finta di essere un po’ più avventurosi nella giungla urbana delle nostre città.

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    […] Caccia all’uomo con getto d’acqua: SpyStory, il reality game che ti trasforma in una spia. mercoledì 9 settembre 2009 | Tratto da: http://blogposh.com/ Nessun commento […]

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