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Sandra Bullock e i suoi ricatti d’amore: un’attrice che “avrebbe potuto essere” tante cose

Sandra Bullock e i suoi ricatti d’amore: un’attrice che “avrebbe potuto essere” tante cose
August 28, 2009 Gio

Tra Ere Glaciali (sugli schermi da venerdi 28 Agosto) e altre proposte cinematografiche, che si fanno man mano più succose già che ci si avvicina all’autunno, il 3 Settembre approda sugli schermi Sandra Bullock con Ricatto d’amore.

Il titolo annuncia commedia e romaticume a gogò, strani equivoci, scambi di persona, intrallazzi e amorazzi finti che poi diventano veri: il solito giro di parole per annunciare l’ennesimo film di Sandra, dopo Miss Detective, e una serie di film riusciti e meno riusciti, tra il serio e il faceto.

Da biografia, si legge che la ormai più che quarantenne e sempre piacevola Sandra, dovesse interpretare svariati ruoli poi mai accaparrati. Si va dal ruolo di protagonista di Se scappi ti sposo (poi della Roberts) a quello di Maggie Fitzegerald di Million Dollar baby (poi di Hillary Swank), passando per la Rafi di Prime (poi di Uma Thurman), per non parlare dei progetti su una possibile interpretazione di Wonder Woman mai realizzati.

Una carriera costellata dagli “avrebbe dovuto interpretare” non avrebbe aiutato nessun altra, ma lei si: perché è bella, in formissima, simpatica e buffa.

Rivisitando un suo vecchio successo (suo e del collega Hugh Grant, Two Weeks notice), Sandra Bullock ritorna nei cinema con Ricatto d’amore, dove stavolta è lei la capa inflessibile e rompipalle, acconciatura sempre tirata in una coda rigida, e stretta in casti tailleur da gran donna.


Prima di chiedersi chi diamine sia Ryan Reynolds, e in quale pellicola di spicco sia apparso prima di farsi accalappiare in questa dalla Bullock, meglio mettere avanti una notizia: è il marito di Scarlett Johansson. E in effetti ci si potrebbe fermare qui con le informazioni da dare su questo attore, del quale amiamo ricordare le gesta in Maial College (si era detto: meglio fermarsi qui).

Insomma, Sandra è bella, lui un bel tipino senza ombra di dubbio. Il plot? A rischio trasferimento in qualche oscura zona canadese, la supercapessa annuncia a tutti che deve sposarsi, e che il prescelto è proprio quel poveraccio del suo assistente funestato da anni di sevizie lavorative. Da qui i soliti equivoci e l’happy-end assicurato.

In effetti, che la Bullock sia più brava quando può piagnucolare e mettere in mostra quei suoi occhioni da cerbiatta è cosa nota. In questa commedia romantica regalerà qualche sorriso e poco più.

La regista, Anne Fletcher, è la sceneggiatrice de Il diavolo veste Prada, di Ventisette volte in bianco nonché coreografa di Hairspray e Quarantanni: vergine. Non deve essere stato difficile per lei, con questo back-ground, montare una pellicola degna della categoria cinematografica che rappresenta.

4 Comments

  1. fortunecat 8 years ago

    Io questo film l’ho visto ieri, dai non è il massimo ma non è così malvagio… 🙂

    • Gio 8 years ago

      @fortunecat: quando non ho visto un film lo anticipo, senza darne una recensione effettiva però sulla carriera del co-protagonista maschile mi sono divertita a fare la cattivella 🙂

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