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La famo strana? Ovvero, le più insolite proposte di matrimonio degli ultimi anni.

La famo strana? Ovvero, le più insolite proposte di matrimonio degli ultimi anni.
August 25, 2009 Gio

Prendete esempio, uomini, vecchi romanticoni, nuove leve in preda alle follie d’amore. Non va più di moda concordare le nozze sulla base di tediosissimi ragionamenti economici: non siete dei contabili.

Prendete esempio, uomini, da un giovane tedesco che proprio ieri è finito sulle prime pagine dei giornali per un’insolita, tenera e romantica dichiarazione d’amore a prova d’allergia (io sarei morta per shock anafilattico): ha ben pensato di chiedere alla fidanzata di passare tutta la vita insieme costruendo la frase perfetta (“Vuoi sposarmi?“, non Da me o da te?“) con 227 balle di fieno.

Prendete esempio, uomini, perché siete più muscolosi e forzuti di noi, che d’altronde, figlie dell’amore suggestivo, in preda all’estasi durante le commedie romantiche, non aspettiamo altro che “La Proposta“, anche se diciamo da anni che no, non ce ne importa un fico secco, tanto siamo donne pratiche e concrete.

Prendete esempio, uomini, da un tale che per dichiararsi in modo speciale ha lasciato un messaggio in bottiglia su un isola da sogno, dove ha poi giustamente portato la sua donna per permetterle di scoprire la fantastica sorpresa.

O come quell’altro tipo che ha scritto un libro di 113 pagine per dare alla propria donna cinquanta buoni motivi per sposarlo. In tempi di magra e di crisi, già trovarne uno è complicato: plausi e inchini a questo innamorato per la fantasia, quindi.

Se poi siete maghi del pc e le nuove tecnologie non hanno segreti, potreste sempre creare un cartone animato come ha fatto Nathan Houser, che è rimasto famoso per aver creato un avatar di sè stesso in 3D, con il quale dichiarare in modo simpatico il suo amore alla fidanzata.

Se la povertà del portafogli e dello spirito avanzano, non avete catamarani nè isole deserte e creatività letteraria e tecnologica scarseggiano, forse è meglio orientarsi verso qualcosa di più pratico. Convincere la propria donna con cartelloni mega-galattici o al  SuperBowl non è propriamente una promessa di felicità. Allora meglio essere più pragmatici.

Meglio evitare le lettere, innnazitutto, le cose dette a voce vengono meglio. E dire la verità prima di tutto. Cose del tipo: ti amerò per sempre non funzionano. La Littizzetto, in uno dei suoi primi libri, diceva: “Facciamo così: ti amerò ad intermittenza. Magari un giorno di più, un giorno di meno. Però ti assicuro che mi impegnerò a farlo durare questo amore e questo matrimonio“.

Diceva pressapoco così, con qualche licenza personale. Io aggiungerei: “Già solo l’idea di organizzarlo, il matrimonio, mi getta nella più cupa disperazione. Ma“, concluderei, magari in ginocchio, in ginocchio, si, anche se sono donna, ” anche se non abbiamo soldi, dovrò lavarti le mutande, litigheremo a morte come d’altronde già facciamo, magari ci scapperà un figlio mentre saremo in bolletta, e tua mamma proprio non la reggo, voglio sposarti“.

P.s. : Ho in dote solo una grattugia: mi vuoi lo stesso?“.

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