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Roma/Milano, sola andata: la questione spinosissima del dialetto romanesco nei film.

Roma/Milano, sola andata: la questione spinosissima del dialetto romanesco nei film.
July 17, 2009 Gio

Non provate a inserire la chiave cinema in Google: una lunga sfilza di anticipazioni, recensioni, delucidazioni su Harry Potter e il principe Mezzosangue, nelle sale da mercoledì 15 Luglio, impegnerà la vostra pagina. Per cui, se non siete fan, forse è meglio tralasciare la magia e tutto il resto per lanciarsi nell’accanita discussione che ha tenuto banco in questi giorni, e che, ancora una volta, la dice lunga su quanto i nostri politici si interessino di particolari poco edificanti per la salute del nostro paese. Il vero problema di questi giorni, infatti, sorto all’inaugurazione dei nuovi studi cinematografici milanesi, che dovrebbero piano piano concorrere con altri centri di produzione famosi, sembra essere prettamente linguistico: è vero o no, infatti, che troppe volte nei film nostrani si sente parlare  il dialetto romanesco, a discapito, ad esempio, del milanese?

Di solito, così come d’altronde hanno già fatto Tg Aperti e altri più canonici, su queste parole scatta la foto o il video di Sordi, che esplica grandi verità in strettissima inflessione romanesca. Oppure arriva quello di Verdone, che sceglie nomi burini per i figli suoi e di Jessica, o organizza una sessione di sesso sfrenato con la storica frase ‘o famo strano. In effetti, a pensarci più che i soliti cinque secondi prima di mettere da parte la questione come priva di rilevanza per la stabilità mondiale, la parlata romanesca nei film, dagli anni sessanta ad oggi, ha influito, e positivamente sulla buona riuscita di un personaggio e sulla sua caratterizzazione.

Il ministro Castelli, ha definito la cosa insopportabile, un monopolio, e non “una questione campanilistica. Fiction tv e altre produzioni made in Italy farebbero un uso spropositato del dialetto romano, fuorviando “anche storicamente la vicenda, come nel caso della serie su papa Giovanni XXIII, in cui il pontefice, in realtà bergamasco, si esprimeva in forte accento romano“.

A questo punto, in un buon servizio giornalistico che si rispetti, scatta invece l’intervista a quelli che, della parlata così intesa ne hanno fatto un baluardo: i soliti Verdone, Proietti, addirittura Insinna entra nella rosa per rilasciare la sua dichiarazione. E tutti lì a dire: no, non è assolutamente vero che nei film italiani si parla solo romano, che stai a’ dì?.

Insomma, la diatriba aperta, rinvigorita da certe dichiarazioni poco edificanti (anche Gabriella Carlucci ha detto la sua), non fa che convincere tutti sulla vacuità del topic.

Lo stereotipo al cinema è la portata principale, sia nelle caratterizzazioni dei personaggi, sia nelle ambientazioni, sia nelle costruzioni culturali: senza non potrebbe vivere. E allora, se il pubblico vuole Ivano che dice a JessicaO’ Famo Strano” e non il cumenda snobettino e fighetto (altro stereotipo),  diamogli ciò che vuole.

Anche se è burino, esageratamente tamarro, spiccatamente, e senza ombra di dubbio, italiano.

5 Comments

  1. Alessandro Paesano 8 years ago

    Lo stereotipo al cinema è la portata principale, sia nelle caratterizzazioni dei personaggi, sia nelle ambientazioni, sia nelle costruzioni culturali: senza non potrebbe vivere.
    E del cinema di Fellini, Pasolini, Antonioni, Visconti, che ne facciamo?

    Gli stereotipi uccidono la cultura, anche quella di massa dei film popolari, e senza stereotipi, il cinema vive benissimo, te lo assicuro.

    • Gio 8 years ago

      @Alessandro: guarda che il mio era un discorso contro lo stereotipo, forse non si è capito. Non è che dire che nel cinema di oggi sia tutto stereotipato significa che io sia a favore, anzi. Tutto il pezzo era da leggere in chiave molto ironica, ovviamente. Forse non sono stata brava a rendere bene le mie intenzioni. Ciao! Gio

  2. Morgana 8 years ago

    sarà anche vero che il dialetto romano è dominante in cinema e fiction, ma almeno lo capisco, quando sento parlare dei settentrionali in dialetto stretto, non ci capisco niente, sembra un linguaggio cifrato.

  3. marcus 8 years ago

    Bene cominciamo con il dire che 1)la calata romanesca nei film e’ simpaticatanto quanto il toscano e napoletano(e infatti sono molti i film con questi”dialetti “.2) e’ comprensibile da tutti e non c’e’ bisogno di traduzioni
    3)gli attori sono bravi. 4)e’ vero che il romano incarna vizi e virtu’ dell’ italiano ,quindi non tiriamogli troppe pietre 5) non facciamo deglistudi (mah…)di Milano un ghetto per dialettofoni lombaro veneti:sarebbe avvilente per loro stessi

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