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Cine-cocomeri a mollo: il film di Vanzina non “spacca” al botteghino.

Cine-cocomeri a mollo: il film di Vanzina non “spacca” al botteghino.
June 19, 2009 Gio

Una volta bastava solo il cine-panettone a rendere felice il povero derelitto sotto festività, che per sfuggire alla suocera ospite e alla moglie perennemente in cucina a friggere, fuggiva al cinema a godersi le fatiche dei Vanzina Brothers e del resto della cricca.

Perché, da un’attenta analisi del target, non si immagina nessun’altra tipologia di Spettatore per quel genere di film. Tant’è.

Adesso, non paghi del lavoro estivo per finire nelle sale a Natale, i Vanzina si sono messi a sgobbare anche d’inverno, per sfornare il freschissimo Estate ai Caraibi (110 min., Medusa Film, nelle sale già dal 12 Giugno).

La prima regola per regalare a         quei pochi Spettatori rimasti (nella prima settimana di proiezioni, si è rivelato un flop) un gioiellino trash, è raccattare vecchie e nuove glorie della tv italiana e affidargli una sceneggiatura degna di un bambino di tre anni, cui si associerà necessariamente una coerente recitazione.

A mollo, con il cocomero, grandi nomi della tv nostrana: Enrico Bertolino, Carlo Buccirosso, Maurizio Mattioli, Alena Seredova, Martina Stella, Biagio Izzo, Enrico Brignano e chi più ne ha, più ne metta.

La commedia umana è servita e i ruoli definiti: c’è l’amante, lo sfruttatore, l’ingenuo, il tradito, il traditore, il romanaccio burino, la vittima dell’equivoco, e via discorrendo, in una fiumana di ruoli e parole, battute e gesti triti e ritriti.

La location? Anti-crisi. Antigua ha accolto i nostri eroi in un tripudio di palme e cocchi, per la gioia dei portafogli.

E per la gioia della stampa di sinistra? C’è pure il Premier. Che tra un processo, una festicciola, due o tre viaggetti sull’aereo di Stato, si ritrova in spirito, ma non in corpo (ovvio uso di una controfigura), già asceso al Cielo, in uno degli episodi del film.


Perché, ovviamente, la nuova tendenza cinematografica, dopo una serie infinita di cloni, è quella di frammentare in episodi: così, se una storia è bella, lo Spettatore non fa in tempo ad affezionarsi ai personaggi, che è già finita, e se una storia è brutta, non c’è speranza che tenga, saranno tutte brutte.

Il pezzo, estemporaneo all’uscita del film di almeno una settimana, ha un’unica utilità: impedire al lettore di recarsi al cinema, implorandolo di usufruire dell’aria condizionata di un centro-commerciale, piuttosto che di quella della sala buia, che trasmetterà le solite immagine, gli stessi dialoghi, le stesse battutacce indegne, di tutte le altre vacanze di Natale ormai passate.

***

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2 Comments

  1. Le Favà 8 years ago

    Sarà che io sono abbastanza rigido, ma il cinepanettone lo reputo un’offesa all’intelligenza umana.
    forse sono tragico lo so.

  2. Gio 8 years ago

    @leFavà: hai visto come la penso sui cine-panettoni..non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. E non sei tragico, solo obiettivo!

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