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Intercettazioni, privacy e libertà di informazione: chi controlla chi?

Intercettazioni, privacy e libertà di informazione: chi controlla chi?
June 8, 2009 Gio

Sarà che tutti hanno qualcosa da nascondere, o che, quando si è personaggi pubblici, è sempre meglio tenere la guardia alta per evitare che vengano fuori peccati e peccatucci.

Certe cose capitano al Premier come a Gigi d’Alessio, che hanno due punti in comune, anche se le loro carriere sono distanti anni luce: l’amore per le nenie napoletane e l’essere stati spiati in casa dalla curiosità indiscreta di paparazzi pronti a tutti pur di fare due soldini.

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Dopo la debacle di Fabrizio Corona, ormai reginetto della tv che conta, pare talent scout e grande amatore live di Belenine nude e servizievoli, tutti si sono dati un gran da fare per prendere il suo posto. Così spuntano fuori foto di compleanni, di topless in ville fashion, di aerei di stato che trasportano il bel di dietro di soubrettine glamour e allegre, e conversazioni niente male su qualunque cosa non debba mai essere commessa, ma che, guarda caso, è sempre opera del politico di turno.

Ritornando a Gigi, lui ha deciso di dire basta: essere fotografato in casa proprio non gli è andato giù e allora, impantofolato com’era, ha preso, è uscito, e le ha date di santa ragione al malcapitato fotografo, che lo ha citato in giudizio, con tutto quello che ne è seguito: ospitate in tv, strilloni imperterriti urlanti lo scandalo, e la nascita di una querelle sempre attiva di questi tempi: intercettazioni (verbo/visive) si o no?

Quanto è lecito scostare delle tende o ascoltare altrui conversazioni per scoprire la verità?

Quanto è opportuno far vedere, mostrare, rendere pubblici dei fatti privati, che poi andranno a finire  nelle mani di questo o di quel politico il quale ne farà l’uso per lui più consono?

Di certo, non può valere l’ipocrita detto che vuole il cuore felice ma ebbro di ingenuità e l’occhio cieco davanti all’evidenza.

Di certo, l’italiano medio vuole sapere se i suoi soldi servono a scarrozzare la velina piuttosto che la letterina.

Meno ovvio è che all’italiano non dovrebbe interessare la vita personale di un  vip solo perché tale, ma questa è un’altra storia, e in un Paese dove i programmi che vanno per la maggiore sono i reality e tutti si iscrivono a Facebook per sapere cosa fa l’altro, dove vive, chi vede, cosa mangia, una cosa simile non è scontata.

Ma il problema sta  a monte, in conclusione: le intercettazioni non fanno bene all’etica ma non dovrebbero esistere in nome della trasparenza: se tutto fosse di vetro, a chi interesserebbe fare un buco per guardare meglio il colore dell’acqua?

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