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Avventure digitali in tv: cosa accade sui nostri schermi?

Avventure digitali in tv: cosa accade sui nostri schermi?
May 25, 2009 Gio

Un po’ di anni fa girava insistente la voce che l’analogico, ormai troppo poco tecno per i nostri anni, dovesse lasciare il posto al digitale per quanto riguarda la tv.

Quel momento è arrivato: siamo digitali.

Almeno una parte (piccola, per il momento) dell’Italia, ha il privilegio (come lo chiamano i signori che hanno incentivato la cosa, n.d.r.) di possedere un piccolo decoder per approfittare dell’offerta di palinsesto tutta nuova della tv digitale.

Dopo il super concerto indora-pillola di Torino lo scorso week-end, con Maria de Filippi e i suoi Amici prima e Barbara d’Urso e il cast del Gf al completo poi, pareva che gli animi si fossero placati, nei confronti di quello che la gente vede come una tassa in più al canone Rai da pagare, assolutamente immotivata.

Un decoder base, di quelli leggerissimi, per intenderci, quelli che subito ti fan pensare che dentro non ci siano intricati congegni elettronici ma polistirolo, costa 29 Euro, una piccola spesa per l’uomo, una grande conquista per l’umanità.

Ormai dal 20 di Maggio, in una parte del Piemonte, i telespettatori hanno la fortuna di guardare, grazie all’ampliamento dell’offerta, una serie di programmi di tutto rispetto.

Al terzo posto della classifica I migliori programmi che possiamo finalmente vedere grazie al Digitale terrestre campeggia Telecupole e Telecupole Story, una rete dalla storia antica che i Piemontesi conoscono bene. Se la nostalgia di vecchi stornelli in dialetto cuneese attanaglia lo stomaco del telespettatore medio ora dotato di tv digitale, no problem: il palinsesto di Telecupole lo aiuterà a superare la mancanza straziante.

Al secondo posto della classifica, anche se le donne inserirebbero Sport Italia e tutti i canali satellite, che parlano 24 ore su 24 di curling e canoa, potrebbero inserirsi i programmi di cinema come Iris, che, per far contenti i telespettatori poco felici della nuova tecnologia manda a ripetizione film d’epoca, con qualche chicca imperdibile sparsa qui e là ogni tanto.

Ma al primo posto non si poteva trovare che lui, il canale egemone, quello dedicato a Media Shopping.

Gli spettatori della programmazione di MediaShopping, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non sono solo donnine in preda al vortice della lavatrice o del casalinghismo più acuto: tutti si sentiranno catturati dal ritmo incessante delle televendite, che propongono di tutto, dal grammofono convertitore di vecchie canzoni su 45 giri al set per mani-pedicure che ti parla anche ed eventualmente cucina e stira.

Ma se c’è una cosa che più rischia di affascinare i telespettatori è la mitica raccolta sugli anni ’80, con ben 100 canzoni racchiuse in millesettecento cd da 10 Euro l’uno, senza cui, chiaramente, un comune mortale non può vivere.

A ben vedere, MediaShopping è il programma hot di questa nuova era digitale, il suo simbolo, come a dire: non solo il decoder, non solo il canone, non solo la tessera Mediaset premium per vedere uno straccio di film in prima tv. Ma se mai ci venisse voglia di avere una rosticceria a casa nostra per toglierci lo sfizio del pollo arrosto che gira dovremmo pure spendere bei soldoni per la completissima My Rotisserie proposta dal canale sovrano di questa tv tutta nuova.

Solo due canali sono davvero imprescindibili: Coming Soon e Boing,  che renderanno felici chiunque ami il cinema (fantastici i focus su Cannes in questo periodo) e i vecchi, ma sempre verdi, cartoons che non deludono mai.

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