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Cesare Cremonini, un ex latin-lover racconta

Cesare Cremonini, un ex latin-lover racconta
May 20, 2009 Gio

Ai microfoni di una volta, quelli di quando era una ragazzino, cantava, dall’alto della sua cresta rossa, di una vespa special che ti toglie i problemi.

Cresciuto, artisticamente più maturo, ha deciso di mollare il gruppo storico per rifarsi “una vita”  trascinandosi dietro il fido Ballo.

Ora canta e pubblica libri autobiografici, ha voglia di raccontarsi e ha dimenticato la sua cresta rossa.

Cesare Cremonini, classe 1980, ormai è un pilastro della canzone italiana, cui ha regalato, da solista, non più ancorato al buon nome della boyband Lunapop, belle canzoni, oggi è anche in libreria.

“Mi hanno chiesto di scrivere una storia. La più bella e magica è quella che è accaduta a me.”


Le ali sotto i piedi (Rizzoli) racconta dell’ascesa di questo ragazzo dalla faccia benevola, ombreggiata dalla barba e dai mille tatuaggi sparsi in tutto il corpo. Nessun accenno alla vita post-successo, eppure, questo cantante bolognese, di soddisfazione deve averne avuta in 29 anni di vita.

Non volevo autocelebrarmi raccontando del periodo dei Lunapop. E’ solo la storia di un sogno che si realizza”.

Cesare ormai ha messo la testa a posto: non è più un latin lover, e, anche se, come dice, “le sue canzoni sono molto femminili“, non è più ossessionato dalle donne come una volta.

Scrive ancora canzoni in cui racconta di sè: Dicono di me parla di un ragazzo attorno a cui aleggiano molti pregiudizi, che evidentemente Cremonini ha voluto sfatare nelle 255 pagine del libro, scritto, pare, in soli settantacinque giorni.

E c’è anche tanta musica nella vita di Cesare, che, a più di dieci anni dal suo debutto di Cinquanta Special, dice di volere una famiglia e dei figli, dall’alto della sua nuova vita da adulto.

Il suo cd, Il primo bacio sulla luna, ha già lanciato in questi mesi tanti successi.

Timido e schivo, all’apparenza strafottente, Cremonini presenta il suo libro parlandone come di una favola felice.

“Il Cesare del libro è un ragazzo come tanti, figlio di una generazione, quella degli anni ottanta, che sembrava non potesse mai produrre nulla di buono, che cerca di barcamenarsi tra gli obblighi di ogni normale adolescente – la scuola, i compiti, il coprifuoco imposto dai genitori – e una straordinaria passione per la musica”

Tra note e parole, il percorso di Cesare Cremonini pare essere arrivato un bivio, ed entrambe le strade portano al successo e alla consacrazione.

Per tutti quelli che non avrebbero mai detto che il ragazzo che cantava Qualcosa di grande non sarebbe mai riuscito a scollarsi di dosso l’etichetta di bad boy.






1 Comment

  1. Le Favà 8 years ago

    Mi è sempre piaciuto Cremonini. Specialmente quando è entrato nel mondo dei solisti.

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