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Storie di vacanze orrende: testimonianze assurde su viaggi assurdi

Storie di vacanze orrende: testimonianze assurde su viaggi assurdi
April 28, 2009 Gio

Partire è un po’ morire, e quando si è morti, c’è ben poco da fare.

Quando si è partiti poi, ancora meno: valigia in mano, biglietti prenotati, hotel in attesa, memoria della digitale pronta per essere riempita. Tutto deve essere organizzato in anticipo, a meno che non si voglia girovagare avventurosamente in un on the road selvaggio.

Di solito però, un attimo prima di partire, succede qualcosa. Così come alla cassa dell’ipermercato super-affollato, dopo interminabili minuti di fila, capita sempre qualcosa giusto quando si è sul punto di pagare, anche nei viaggi più organizzati può succedere l’imprevisto.

E’ questo il succo, ottimistico a dir la verità, di Cinquanta vacanze orrende. Storie di viaggi infernali (Einaudi tascabili, 11.50 €, 2008) di D Kieran, già autore di Cento lavori orrendi del 2007.

Certo non queste letture non aiuteranno i pessimisti a risollevare le loro sorti, ma potrebbero aprire gli occhi su molte questioni fondamentali legate ai viaggi e alle esperienze all’estero.

Cinquanta vacanze orrende raccoglie minuziosamente le testimonianze di cinquanta tra famiglie e singoli viaggiatori che hanno vissuto (e superato) momenti indiscutibilmente difficili, tutti legati al mondo delle vacanze.

Gente che ne ha viste di tutti i colori, che ha mangiato di tutto e che si è ritrovata senza al verde in un paese lontano.

Poveri viaggiatori che, arrivati sul posto, hanno scopoerto che non avrebbero avuto un tetto sopra la testa nè la prima, nè le notti successive.

Malattie tropicali ed evidente disorganizzazione dilagante, che ha portato a reclami, denunce, e più comunemente a lacrime e infamità da parte dei poveri malcapitati.

Cinquanta vacanze orrende parla di partenze finte e di aerei mai decollati, di villaggi inesistenti, di personale maleducato: racconta storie, raccolte coscienziosamente dall’autore, che un viaggiatore non vorrebbe mai sentire nè tantomeno vivere.

Così, in un susseguirsi di immagini poco edificanti per il turismo mondiale, seguiamo il povero pacifista che, sperduto in un angolo di apparente paradiso, si ritrova circondato in realtà dalla guerriglia e da bodyguard armate che preservano la vita dei turisti, o la famigliola in preda alle malattie subtropicali più disparate. Professionalità delle agenzie turistiche e del personale (poco) qualificato sono poste in netta evidenza in questo manuale della vacanza da evitare, condita da una buona dose di ironia e anche da un pochino di storia, per gettare uno sguardo sui viaggi e i viaggiatori di una volta.

Non solo: statistiche e numeri per verificare concretamente i reclami, le denunce, le rimostranze, i costi di questi viaggi fasulli e per niente rilassanti, concludono in bellezza un racconto pessimistico ma molto realista.

Perché viaggiare aiuta a conoscere il mondo per quello che è: il problema è che non si sa mai cosa c’è dietro l’angolo.

Come scoprirlo? Con un po’ di furbizia e di istinto.

E se l’agenzia di viaggi cui vi affidate vi sembra poco seria, meglio fuggire a gambe levate: si rischia di andare a rinvigorire la lunga lista di poveri affranti protagonisti di Cinquanta vacanze orrende.

4 Comments

  1. Le Favà 8 years ago

    Bellissimo articolo. La mia vacanza da evitare sono i posti pieni di Italiani 😀
    Perchè sono sicuro che mi perderei via in altre cose e non a conoscere il paese meta della mia vacanza.

  2. Tua Gio 8 years ago

    * le favà: grazie! L’altro giorno, in Feltrinelli, siccome non volevo comprare questo libro troppo pessimista (meglio quelli di viaggi riusciti, mi sa), mi sono messa in poltrona e l’ho letto. Tutto. So che non si fa, ma non ho resistito.

    😀

    Gio

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  1. Author

    […] View original post here:  Storie di vacanze orrende: testimonianze assurde su viaggi assurdi … […]

  2. Author

    […] tipologie di lettore. C’è quella per l’avventuroso e per quello scottato da un’orribile soggiorno , ci sono proposte per week-end romantici e per i viaggi di nozze, per una giornata da ricconi e per […]

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