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La Tv del terremoto: quando la tragedia alza l’audience.

La Tv del terremoto: quando la tragedia alza l’audience.
April 13, 2009 Gio

E’ lunedi di Pasquetta. Tra grigliate, salsicce, gite fuori porta, anche la settimana di Pasqua volge al termine.

In questo lunedì di Pasquetta, c’è chi si è organizzato per mangiare sui tavoli all’aperto, e chi invece vorrebbe un tetto sopra la testa e di mangiare all’aria aperta, magari sotto una tenda, non ne può più.

Passano i giorni, l’emergenza Abruzzo non si placa: ma la tv fa in modo di affievolire le voci di quelli che sono rimasti fuori casa, perché una casa non ce l’hanno più.

The show must go on: questa è la regola regina del circo mediatico. Così, dopo un momentaneo blocco del classico palinsesto, lo show è ricominciato con tutti gli onori. La scusa è: bisogna andare avanti. Ma ch lo dice che per voltare pagina c’è bisogno del Grande Fratello?

Così, se in questi giorni vi è capitato di guardare la tv, perché indipendentemente da chi la fa, una vuole informarsi e di conseguenza accedende per sapere, avrete avuto modo di osservare la completa mancanza di tatto di certi giornalisti, più interessati a fare un documento giornalistico, brutto, tra l’altro, che a dare un’informazione.

La tragedia stimola la solidarietà, ma, ahimè, stimola anche cattivi sentimenti: quelli di chi vuole esserci a tutti i costi, quelli di chi vuole raccontare storie strappalacrime per vedere salire i numeri dello share.

Se avete acceso la televisione in questi giorni, avrete sicuramente visto lo scempio di certi giornalisti (vedi Matrix), che, pur di rivolgere domande assolutamente inutili ai terremotati, andava a svegliarli nelle auto, dove questi si erano messi a dormire per forza di cose.

Avrete visto il TG 1, per ben 1 minuto intero, cospargersi di lodi per gli ottimi ascolti di tutte le edizioni straordinarie del telegiornale, battendo ancora una volta Mediaset, e avete visto molta gente senza arte nè parte parlare di morte e distruzione come se si trattasse di noccioline.

Se avete acceso la tv in questi giorni, avrete notato che la staffetta per tenere informati gli italiani su ciò che stava accadendo in Abruzzo era più che altro un modo per essere lì nei momenti più topici, l’ennesima scossa fortissima, l’ennesimo triste ritrovamento, l’ennesimo bambino che dorme in macchina.

Se avete acceso la tv in questi giorni avete sicuramente visto il momento lacrime a dirotto di questo o di quel presentatore, di questa o quella valletta, l’applauso di questo o quel pubblico: questo è il modo in cui la tv ha deciso di parlarci del terremoto in Abruzzo.

C’è chi la tv non la guarda, e legge solo i giornali: può almeno evitare di sentire parole su parole, e leggere quelle che gli si presentano sotto gli occhi, saltando qualche riga qua e là se proprio queste non vanno giù.

C’è invece chi, per capire cosa stesse succedendo e per trovare un modo di aiutare, la tv l’ha guardata.

E ha capito una cosa: che gli sciacalli non sono solo quelli che annunciano una nuova scossa per andare a rubare nelle case abbandonate, non sono solo quelli che creano raccolte fondi finte. Gli sciacalli, a volte, hanno un microfono in mano e pongono domande assolutamente inutili a gente che non ha risposte e che di certo, se le avesse, non le darebbe ai giornalisti italiani.

2 Comments

  1. Morgana 8 years ago

    Quanto hai ragione ! Come si sono buttati a pesce sulla tragedia i vari Porta a Porta, Matrix, Speciale TG1, TG5, TG4,LA7, tutti in gara per esserci, per commentare con voce e volto di circostanza, tutti con la solita odiosa domanda ” Come ci si sente ?…”, buona per ogni disgrazia.Per loro tutto fa notizia, da Sanremo alla morte di Eluana, dai reality al terremoto.L’informazione certo è indispensabile, soprattutto in circostanze come queste, ma occorrerebbero tatto e misura, più notizie essenziali e concrete che interviste strappalacrime del tutto inopportune.Purtroppo oggi anche le tragedie si valutano in termini di gradimento e audience e non so se potrà mai migliorare questo modo di fare informazione televisiva.

  2. akio 8 years ago

    in questi giorni in cui si parla tanto di come gli italiani abbiano dato il meglio in una sitazione di emergenza…. si, ma ad esclusione delle tv… nessuna esclusa ahimè…

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