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“I mostri oggi” al cinema: come cambia la società italiana?

“I mostri oggi” al cinema: come cambia la società italiana?
March 27, 2009 Gio

Da oggi nelle sale I mostri oggi di Enrico Oldoini, che vede protagonisti una marea di vip da cinepanettone, Sabrina Ferilli, Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Giorgio Panariello, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso, Neri Marcorè.

Forse potremmo eliminare dalla lista dei vip da cinepanettone Marcorè, abituati come siamo al suo trasformismo, e anche alle sue capacità artistiche (da rivedere La seconda notte di nozze di Avati, ad esempio), ma Bisio e Panariello no, anche se un film di Natale alla Boldi/de Sica non l’hanno mai fatto. Sarà che ormai i cinepanettoni si fanno tutto l’anno, e anche senza ricreare l’atmosfera natalizia, con tocchi sapienti, si riesce a sfornare un film niente male, di quelli che esci dal cinema e sei immotivatamente felice. Se poi inserisci anche citazioni famose, e frammenti le due ore classiche di durata in 16 mini-mini episodi, allora hai il pubblico dalla tua.

Deve essere questo che Oldoini ha pensato mentre valutava l’idea di mettere in scena vizi (molti) e virtù (poche) degli italiani in un film che un po’ vuole essere remake di I mostri di Risi del 1963 e un po’ de I nuovi mostri di Scola. Già all’epoca bassezze e indeffessi cafoni la facevano da padrone: oggi gli italiani sono cialtroni e ignoranti e pur di avere un minimo di visibilità preferiscono sbattere una figlia per strada o perderne uno in un supermercato.

E’ un Italia strana e triste, ma sempre gigiona quella del film di Oldoini, come si diceva diviso in episodi, nuova moda del cinema italiano di oggi. Dopo i manuali di Verdone, e tutta una serie di emuli, anche questa pellicola tenta il colpaccio, mettendo in scena una commedia umana, con un universo di individui poco edificante.

Il regista dal canto suo è contento di non essersi lasciato tentare dal copiare la cronaca di oggi, troppo fantasiosa e assurda anche per un film, ammette in conferenza stampa.

Ma anche le critiche non mancano e non al film, per quello basta aspettare di vederlo domani, ma più per le intenzioni. Gassman e Tognazzi, figli degli ex mostri cui il film di Oldoini fa riferimento, tuonano e si lamentano: “Non siamo stati chiamati. Avevamo da anni nel cassetto un progetto simile, e lui avrebbe dovuto tenerne conto”.

Pare che dietro ci sia una storia di cartelloni e visibilità: Gassman, in realtà convocato tra gli attori,  doveva apparire solo in un episodio, e questo avrebbe comportato il non apparire sulla locandina del film.

Cosa non si fa per un po’ di flash e per un occhio di bue puntato contro, sembrano dirci i protagonisti delle micro storie, in cui succede di tutto: una psicologa porta al suicidio un paziente, una mamma si perde il figlioletto e si gode due minuti di celebrità, un ragazzo ruba la carrozzina a un disabile per entrare gratis allo stadio, e via dicendo, in un continuo di aberrazioni, aihmè divertenti da vedere, ma inquietanti a pensarci bene.

Non resta che vedere questo film col suo cast all-star, e con il suo carico di amarezza nascosta da una risata che non consola.

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