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Come pubblicare un libro: proposte e consigli.

Come pubblicare un libro: proposte e consigli.
March 22, 2009 Gio

Se il vostro più grande desiderio è quello di guadagnarvi da vivere scrivendo, diventando dei professionisti autosufficienti, allora, benvenuti nel club.

Qui si parlava di come spuntarla in un mondo in cui tutti vorrebbero fare i giornalisti: reporter in erba, intervistatori d’assalto, cronisti di nera, e chi più ne ha più ne metta. Il fascino della redazione colpisce sempre: ci si immagina di continuo uno stuolo di giornalisti impegnatissimi a trovare la notizia del giorno fino a ore inenarrabili o a dare il nome a questo o a quel serial killer, mentre, pur avendo ancora un suo fascino, il mestiere del giornalista, come si diceva, si sta articolando, negli ultimi tempi, in modo del tutto diverso da quello che conosciamo.

E per pubblicare? Cosa deve fare uno scrittore, dopo notti e giorni stressanti sulla sua creatura, a scrivere e riscrivere un romanzo o un racconto lungo, per riuscire a posizionarlo? Per riuscire a sfondare, a vedere finalmente il prodotto finito su uno scaffale della libreria sotto casa?

Le testimonianze sono tante e le delusioni pure. Non solo perché pubblicare ha un costo, ma anche perché non sempre è facile trovare un editore capace, che non si approfitti della situazione, sfruttandola a suo favore.

In generale, se mai aveste un libro nel cassetto e decideste di rispolverarlo, il primo passo da fare è armarsi di santa pazienza, e, come al tempo della tesi di laurea, controllare ricontrollare che non ci siano errori grammaticali e di battitura. I secondi sono un po’ meno gravi dei primi, ma la presentazione della vostra opera è la prima cosa.

Quanti saranno in fondo i manoscritti che raggiungono la scrivanie degli editori di tutta Italia ogni mese? Se dovessimo considerare anche il fatto che, di solito, uno su mille ce la fa, quella possibilità deve essere giocata bene, e, come primo passo, c’è appunto la correzione. La grammatica è la prima arma per scrivere bene. Dopo, ma ugualmente importante, stanno una buona storia, lo stile, le caratterizzazioni dei personaggi.

Di solito, a chi volesse inviare un manoscritto a qualche casa editrice, si consiglia di rendere l’opera il più possibile somigliante a un libro vero e proprio. Come immaginate il vostro romanzo una volta pubblicato? Bene, inviatelo proprio così alla casa editrice, facendo bene attenzione non sono alla rilegatura, che i fogli volanti sarebbero fuori luogo e le spilline saltano, ma anche ai caratteri, all’andare a capo, ai dialoghi ben scritti e ben sottolineati.

Insomma, come per qualsiasi colloquio di lavoro, è necessario presentarsi bene attraverso la vostra opera.

Non inviate il manoscritto a caso: valutate bene le diverse destinazioni, in base all’argomento del libro, al genere, e, di conseguenza, alle attitudini delle case editrici che conoscete.

Dopo, mettetevi l’anima in pace: di solito gli editori, se disponibili, rispondono in media un paio di mesi dopo al vostro messaggio in bottiglia. In fondo avete lanciato il vostro manoscritto in un oceano pieno di altre gocce simili alla vostra, e l’attesa è obbligatoria.

I fortunati, e anche i più bravi, avranno una risposta. Attenzione: leggete bene l’eventuale contratto.

Inutile nasconderlo: quasi tutte le case editrici chiedono all’autore di comprare a proprie spese un certo numero di copie del romanzo, spesso facendolo incorrere in spese abbastanza ingenti. C’è da dire che è un investimento per il futuro: se uno vuole fare lo scrittore, e se la sua opera viene accettata da una casa editrice, allora forse, vale la pena tentare e sperare. Sperare che un giorno, come è già successo a tanti, si venga riconosciuti dal grande pubblico come grandi scrittori, creatori di nuove storie e di vite e di amori.

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