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Sanremo è sempre Sanremo. Forse.

Sanremo è sempre Sanremo. Forse.
February 16, 2009 Gio

Per una settimana all’anno l’Italia, o almeno, la programmazione televisiva italiana, si blocca cameratescamente per dare spazio al Festival di Sanremo. Che ogni anno promette mari e monti, chili di ascolti e telespettatori, novità, mega ospiti, tante belle gag esilaranti, un buon conduttore quotato, bei vestiti sulle signore, che un po’ di glamour non basta mai. E ogni anno, il direttore artistico di turno e il suo entourage convengono che mai, come per questa edizione, il livello delle canzoni è stato così alto. La frase è più o meno questa: “La distinzione tra Big e Nuove proposte è solo formale: in realtà la qualità delle canzoni quest’anno è ALTISSIMA.”

E noi, che sappiamo cosa vuol dire ALTISSIMA, e altrettanto sappiamo applicare un concetto del genere alla musica, ci aspettiamo che il Sanremo dell’anno corrente possa essere diverso. Che possa essere effettivamente cambiato, come un fidanzato barboso che cade sempre negli stessi errori e che speriamo sempre si ravveda.

Ma Sanremo, si sa, non cambia mai. Neanche nei cantanti: poteva mai mancare Albano Carrisi con il suo carico di nostalgia canaglia e d’amore non corrisposto? Ormai al suo tredicesimo Festival, un cd in cantiere e del buon vino in cantina, giù a Cellino.
E poi, mi scusassero gli intenditori, ma io proprio questo Sal da Vinci non lo conosco, pur essendo così famoso nella bella Napoli. Presenta un brano scritto con l’aiuto delle manine sante di Gigi d’Alessio, che, pur di essere presente in qualche modo, manda avanti un suo possibile sosia.

Anche Fausto Leali tenta la fortuna con una canzone sul contrasto generazionale tra padre e figlio; immancabile anche Marco Masini, che, stanco di cantare “Perchè lo fai disperata ragazza mia”, adesso si sente porre la stessa domanda dagli ascoltatori.

Pupo e Paolo Belli insieme con un brano scritto da Mogol, e addirittura, tra i Big, Marco Carta, ex Amichetto di Maria de Filippi, neppure tanto carino da giustificare il successo avuto quest’estate dopo la vittoria ad “Amici”, ma evidentemente così bravo da meritarsi un posto tra i Grandi della musica italiana. Cosa che però non è capitata a Karima, anche lei ex “Amica”, rintanata nei Giovani, così come Silvia Aprile, partecipante a “X Factor”.
E poi, Alexia con Mario Lavezzi, Dolcenera senza trucco da darklady, Iva Zanicchi con un nuovo look glamour e rinverdito, Patty Pravo e Povia, già sdoganato dalle critiche per il titolo poco felice della sua canzone (ma lasciamogli il tempo di presentare il testo integralmente prima di gridare allo scandalo), e il dolce Tricarico, che l’anno scorso colpì tutti per la sua strana timidezza e ritrosia. Ma c’è o ci fa? Probabilmente c’è, e non ci marcia nenache un po’: chissà cos’è peggio.
La coppia del jazz Nicky Nicolai e Stefano di Battista ancora insieme sul palco, così come Francesco Renga e i suoi riccioli.

Grande sorpresa, la partecipazione degli Afterhours, band rock fin troppo atipica per il Festival ma per questo benvenuta. Speriamo solo non sia bistrattata come tutti i cantanti atipici che si sono succeduti sul palco in questi anni: basti pensare alla polemica sulla vittoria/non vittoria di Elio e le storie Tese per “La terra dei cachi” ( che probabilmente erano arrivati primi, ma, per quieto vivere, fu data la vittoria a “Vorrei incontrarti fra cent’anni” di Ron”).

Insomma, come si dice sempre alla fine di qualcosa, avrò sicuramente dimenticato qualcuno, ma che Dio mi perdoni, o che almeno Gerry Scotti, nuova eminenza della tv italiana, mi dia l’assoluzione (chi gli ha detto che salutare in questo modo rassicura i telespettatori?).

E noi, becchiamoci pure quest’anno il festival di Sanremo, sperando succeda qualcosa di tanto eclatante da ritenersi degno aneddoto sulle pagine di questo Blog.
Altrimenti, silenzio stampa, ringraziando il cielo.

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