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Sanremo 2009: siamo davvero pronti?

Sanremo 2009: siamo davvero pronti?
February 15, 2009 Gio

Conosciamo la solfa che recita: perchè Sanremo è Sanremo. Ogni anno, verso Gennaio, si comincia a parlare delle probabili vallette. E come per un matrimonio vecchio stampo prenoti il ristorante, per Sanremo già un anno prima prenoti il conduttore, altresì detto direttore artistico.

E ancora il toto cantanti, il toto accompagnatore del cantante nella serata degli ospiti vip più improbabili che ci siano, insomma, chi cantava che la vita è tutta un quiz, aveva ragione, almeno per quel che riguarda Sanremo. Con un unica costante: ogni anno, preciso preciso, ricompare l’aspettativa. Quella che si insinua nel dirigente Rai, nel conduttore che di solito è anche il  direttore artistico, ma più di tutti, nel telespettatore medio. Che ogni anno si chiede: farò bene ad aspettarmi qualcosa in più del solito?

Lo stesso telespettatore che poi, manda all’aria il telecomando esasperato dalla scarna controprogrammazione e accende la radio per ascoltare la telecronaca della Gialappa’s band (e vi prego, fatelo se non vi è mai capitato).

Così come ogni anno uno si aspetta chissà che, per ogni edizione del festival che si rispetti, proprio per non deludere certe aspettative, si spara alto. Quest’anno addirittura l’irremovibile Mina, trincerata in un silenzio stampa da secoli, ha deciso di scendere in campo, e pare che aprirà il festival sulle note di Nessun Dorma. Per carità, ci sarà concesso solo il voice over della divina. Pare che ci si affidi molto al conduttore, un Paolo Banolis in forma, e alle sue amicizie. D’altronde, dopo il cachet da UN MILIONE DI EURO (“Ho lavorato tutto l’anno per il festival, me li merito“, disse il conduttore a un giornalista, alla faccia di tutti gli italiani medi che di solito, si sa, lavorano giusto quei tre, quattro mesi l’anno per tirare a campare) i vertici Rai si aspettano magie, negli ascolti, nel gradimento del pubblico, nel successo delle serate. Bonolis ha invitato chiunque: ha voluto Maria de Filippi durante la serata finale. L’ha avuta, ovviamente, così come ha ottenuto l’ospitata di Hugh Hefner e le sue conigliette, che delizieranno gli italiani con i loro costumini succinti. Si dovrà pur rispondere alla programmazione Mediaset, avrà pensato Bonolis, e quest’anno, per superare il Grande Fratello, si son dovute scomodare le conigliette. E poi, Katie Perry, quella di “I kissed a girl”, per intenderci, perchè di nome non se la ricorda nessuno, ma il sapore saffico della canzoncina dell’estate si. E questo Bonolis lo sa fin troppo bene, furbetto com’è.

Nessuna valletta fissa, un sacco di bei ragazzuoli scesi dalla passerella, Checco Zalone per smorzare (o appesantire) i toni, e la suspence che la gara, ah, che brividi, ogni anno regala. E poi, Annie Lennox, Monsieur Bellucci Vincent Cassel, Giovanni allevi, Eleonora Abbagnato.

E i cantanti? Qualcuno si ricorda delle canzoni? Pare di no. Se non si parla di sesso, o di devianze (Povia, con il solo titolo della canzone che presenterà, “Luca era gay”, ha già destato milioni di critiche sulle quale lui, giustamente, marcia) a nessuno interessa delle canzoni, anche, se, ci potete scommettere, alla prima conferenza stampa utile qualcuno dira che la musica è protagonista assoluta e che non solo di spettacolo vive l’uomo. E poi, della canzone vincitrice, chi si ricorda dopo un mese?

Domani approfondiremo la questione musica e duetti, quella geniale trovata che vede i Big a cantare con altrettanti Big, ex Big, presunti e riesumati tali.

E che Dio ce la mandi buona, perchè Sanremo è Sanremo, ma anche della tolleranza dello Spettatore si potrebbe dire la stessa cosa.

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