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Critica Tv: finti personaggi, finte star

Critica Tv: finti personaggi, finte star
February 10, 2009 Gio

Tg e giornali sanno bene come costruire un personaggio. Ora ci pensa anche il web a ingigantire, analizzare, costruire, montare casi. E inventare storie e protagonisti.

Se fosse fondamentale essere ricordati per le proprie buone gesta, allora cadremmo tutti nell’oblio. Se il metro di giudizio della popolarità fosse la capacità, il saper fare, beh, si andrebbe in fumo in un attimo.

Basta accendere la tv. Guardare Studio Aperto aiuta. Emblema del giornalismo moderno, quello dei sottofondi da Sturm und Drang alle notizie tragiche, per citarne una particolarità. Lì, chiunque, chiunque può avere i suoi cinque minuti di celebrità. E per i motivi più astrusi.

Prendiamo una tipa come Rachida Dati, ministro della giustizia francese, prima tanto adorata da Sarkò, ora ripudiata. Pare che lui non sopporti più le sue uscite da femminista, da donna in carriera.

Prima gli facevano comodo, ma da quando Carlà ne è gelosa, ha deciso di silurarla e di darla in pasto ai pescecani. Il punto è che di lei non si può che parlare in un certo modo. E’sempre una donna giovane che si è fatta strada nel più maschile dei mondi. Cosa diamine importa di chi è il figlio che ha partorito lo scorso due gennaio? Se lei non vuole spifferare il nome del papino, piacere. Nessuno se la prende. Nessuno, tranne i giornali, e i reporter di Studio Aperto. Da mesi campeggia il punto di domanda, il toto papà. Questo è il guaio della tv. Ci chiediamo una volta tanto cos’ha fatto questa donna per il sistema di giustizia francese, cosa ha combinato con il suo bel potere in mano, cosa ha portato all’universo femminile l’impegno profuso da questa donna, che, cinque giorni dopo il parto, è corsa con il suo organizer e il palmare, a una riunione del consiglio dei ministri?

E, per contro, prendiamo Belèn Rodriguez. Parliamo di questa ragazza molto bella, molto formosa, molto carina, molto aperta, molto disponibile. All’Isola dei famosi si era data da fare con un mezzo sconosciuto, già ricaduto nell’oblio mediatico, per altro, e dopo, per rimanere sulla cresta dell’onda con il suo surf di amorazzi, è andata ad amoreggiare in bella vista a Parigi con Fabrizio Corona. Che nel frattempo mandava sms innamorati a quella povera donna di sua moglie Nina Moric, altra ragazza molto bella, molto carina, molto aperta, molto formosa. La notizia era troppo gustosa per non montarci su un caso. Infatti il caso è stato montato e da Dio. Come per una puntata di Beautiful, tutti si aspettavano ciò che è successo dopo: la Moric tenta il suicidio. E vai con il personaggio da opera lirica. Solo che qui non parliamo di donne mitiche, diafane, grandiose come quelle della lieica. Parliamo di vedette e starlette di poco, pochissimo conto. Di mezzucci più o meno leciti per finire da Barbara d’Urso a Pomeriggio Cinque (oramai è il salotto che tira di più, visto che ha sdoganato Buona Domenica e il Costanzo Show). Di persone che non sono personaggi. Quelli li inventa la tv, li crea i giornali, li costruisce Internet. A uso e consumo di un concetto di popolarità destinata a sfiorire in un battito di ciglia.

1 Comment

  1. Al 9 years ago

    Il linguaggio mediatico e sensazionalista dei media sfrutta dinamiche psicologiche perfettamente naturali nell’essere umano. Ed è ancora più efficace se il soggetto che riceve lo stimolo è stupido o molto ignorante, perchè il messaggio non viene filtrato dal ricevente in alcun modo. E l’ignoranza genera ignoranza, per cui va bene la natura, la psicologia ecc. ma quando è ora di spegnere quella cazzo di scatola e prendere in mano un libro, che sia ! 😀

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