web
statistics

Al cinema: “Revolutionary Road.

Al cinema: “Revolutionary Road.
January 12, 2009 Gio

Il grande schermo va preso per il verso giusto. E’ come un negozio che rinnova la sua merce ogni settimana, in un crescendo di offerte, puntando sulla vostra voglia di cambiare e invogliandovi ad entrare con maxi cartelloni pubblicitari, solo per provare, solo per vedere quello che c’è di nuovo. Il cinema è così: ogni venerdì una cosa diversa, bella, patinata, super pubblicizzata e a costo praticamente ridotto. Andare al cinema non costa nulla neanche mentalmente, anzi.

Perciò è facile incappare nel filmetto un po’ troppo pompato dalla critica, o dai giornali, e rimanere delusi dopo il momento di buio in sala. Valutare attentamente l’offerta, e scegliere in base ai propri gusti, senza che questi siano convenzionalmente accettati dalla critica tradizionale (cioè, dite pure senza remore che lo scorso sabato avete seguito una retrospettiva del cinema pakistano a tutti, e nessuno dovrà per questo impensierirsi).

Ieri, i Golden Globe (un po’ meno degli Oscar, ma comunque talmente importanti da riunire tutte le maggiori star di Hollywood in nomination) hanno premiato film che l’Italia ha già accolto un po’ di tempo fa: delusi quelli di “Gomorra”, ben contento il seguito di Danny Boyle con la sua storia in salsa Bollywood, e, vincitrice, finalmente, Kate Winslet, protagonista del film in uscita in Italia il 30 gennaio, Revolutionary Road, con l’ex imberbe, ora impegnato Leonardo di Caprio.

I maligni dicono che farsi scritturare dal proprio marito (Sam Mendes, n.d.r.) per un film in odore di Oscar sin dalle prime battute di sceneggiatura sia abbastanza facile. Lei, a testa alta, strizzata in abitini che, nel 1997, anno di uscita di “Titanic”, non avrebbe mai e poi mai potuto permettersi, sorride e stringe a turno sia il suo Sam e sia Leo. La re-union pare funzioni: molte coppie famose si sono cimentate, anni dopo il primo, grande successo insieme, nell’impresa di rifare un nuovo film. A volte va bene (Richard Gere e Diane Lane recentemente visti in “Come un uragano”, buon successo al botteghino come in passato; lo stesso Gere con Julia Roberts, che, dopo “Pretty Woman” ci ha riprovato con “Se scappi ti sposo”) a volte va male ( come per la povera Sandra Bullok: dopo aver fermato il tram impazzito in “Speed” insieme a Keanu Reeves, anni fa ha deciso di destabilizzarci con un film piuttosto immotivato “La casa sul lago del tempo”, sempre con Keanu).

Per Leo e Kate, c’è ancora tempo. Lui, dopo l’ipotermica morte che l’aveva cristallizzato nella mente degli spettatori come l’eroe buono, biondo e bello per eccellenza, ha scelto ruoli importanti, ha lavorato con registi degni di nota (Scorsese tra tutti), ha cancellato l’idea che tutti avevano di lui, cioè, il fatto che fosse solo bello.

Lei è migliorata nei modi, nelle fattezze e nelle parti selezionate, ha mandato avanti la sua carriera, e, dopo il Golden Globe di ieri, ora concorre per l’Oscar.

“Revolutionary Road” , tratto dal romanzo di Richard Yates, è una storia triste, siete avvertiti. Ma, come tutte le storie tristi, probabilmente meriterà di essere vista.

Ancor più di “Sette anime” di Gabriele Muccino con l’ormai onnipresente Will Smith, in questi giorni nei cinema. Come per “La ricerca della felicità”, grande impatto, grande struggimento, troppo facile.

Revolutionary Road” va visto da tutti quelli che hanno amato Titanic. E da quelli che hanno sempre creduto che di Caprio non fosse solo un bel bocconcino e la Winslet una bravina ma pur sempre grassoccia attricetta senza gloria.

E va visto infine perché è una buona storia, e prima di tutto un buon libro.

Kate Winslet, smessi gli ingombranti corpetti d’inizio secolo da brava signorina dell’alta società (in “Titanic”) oggi è una brava attrice, che, maliziosa, a chiunque le chieda come sia stato ritrovarsi con il suo ex partner, risponde: “Dice che bacio meglio di dieci anni fa”. Non c’è che dire, in dieci anni non ha migliorato solo il suo aspetto, la sua carriera, evidentemente il suo appeal nel baciare: anche la sua ironia ha scampato con lei il naufragio di tanti, tanti anni fa.

1 Comment

Pingbacks

  1. Author

    […] “Revolutionary Road“, e la reunion con Di Caprio e la Winslet (ne avevamo già parlato qui), e anche Tom Cruise con “Operazione Valchiria” di Bryan […]

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*