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La felicità è un virus contagioso

La felicità è un virus contagioso
January 1, 2009 Gio


Cari amici,

come sapete, se ogni tanto sfogliate le pagine virtuali di Blogcuore, adoro commentare gli studi dei ricercatori, perchè, a volte, riescono ad approfondire delle situazioni su cui nesuno, mai si sarebbe posto delle domande. Eppure, loro, i mitici ricercatori, che ribattezzerei “frivoli” (ovviamente lungi da me criticare quelli che la ricerca la fanno in campo medico) per la stranezza dei loro studi, continuano a farmi felice e a regalarmi perle di saggezza in tutti gli ambiti possibili, l’amore, la società, la cucina. Oggi, però, come buon augurio per l’anno appena cominciato, voglio presentarvi una bella ricerca, tra tutte quelle che ho già commentato forse la migliore: pare che la felicità sia contagiosa.

Due studiosi, James Fowler dell’università della California a San Diego e Nicolas Christakis dell’Harvard Medical School, si sono interessati al legame che intercorre tra felicità e contatto fisico. Pare che una persona felice riesca a contagiare come un virus chi le sta accanto, grazei soprattutto al contatto fisico, alla reale vicinanza.

E’ stato dimostrato che, avere un compagno felice aumenti del 9% la possibilità del partner che gli sta accanto di esserlo altrettanto e, casi empirici confermati, hanno verificato l’esistenza di un reale collegamento tra l’essere felici, la vicinanza e la trasmissione della felicità.

La ricerca si è svolta nell’arco di un ventennio, e ha interessato cinquemila persone cui è stato chiesto, periodicamente, quando si sentissero felici. Confrontando questo sentimento con quello (contemporaneo) del partner, di amici e parenti, si è reso evidente un collegamento vero e reale tra le varie sensazioni “di felicità”. Questo a dimostrare che, in realtà, un buon contatto tra le persone, fino a tre gradi di connessione nella rete sociale, favorisce lo spostamento della felicità da una persona all’altra.

Ceto che, però, non in tutti i luoghi è possibile la trasmissione di questo fluido, come i due studiosi hanno chiamato la felicità: nel luogo di lavoro, ad esempio, sarebbe complicato favorire in primis l’avvicinamento tra colleghi e, di conseguenza, più difficoltoso trasmettere la sensazione. Questo è dovuto al fatto che il luogo di lavoro è un deterrente peri buoni sentimenti, il posto in assoluto dove cattivi pensieri, stress e nervosimi di certo non favoriscono la serenità.

Infine, altro ostacolo alla trasmissione: su internet o per telefono non sarebbe possibile scatenare il passaggio, anzi, sarebbe addirittura impossibile. Questo perchè, sono ancora i due ricercatori a parlare, la vicinanza, anche empatica, è fondamentale in questa particolare situazione. In questo si sarebbe vista l’affinità con il virus vero e proprio, che, effettivamente, ha bisogno di un contatto reale per agire nel corpo di un’altra persona.

La notizia è piacevolmente rilassante, cari amici: non stento a credere a questa ricerca perchè mi pare abbastanza plausibile il fatto che frequentare persone felici favorisca di gran lunga il nostro buon umore, più di quanto non lo faccia una persona depressa.

Mi sembrava carino iniziare il nuovo anno con un post positivo: mi pare che questo lo sia.

Vi auguro un buon fine settimana, ci ritroveremo qui, sempre luendi, sempre con Giò, sempre su BlogPosh.

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