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Siamo tutti un po’ “Cafonal”…

Siamo tutti un po’ “Cafonal”…
December 28, 2008 Gio

Cari amici di Blogposh,

dopo la rubrica del venerdi con il quale vi lasciato (in ottime mani, tra l’altro, con Agatha Christie), oggi ritrovo la mia vena letteraria e inizio la settimana ri-parlandovi di un libro che sta facendo molto discutere, e non solo noi, gente comune.

A dire il vero, i più polemici sono i vip, che, d’altronde, sono i protagonisti di ‘Cafonal. Gli italiani nel mirino di Dagospia ‘ (Mondadori, pp. 439, euro 30).

L’altro giorno guardavo un bel siparietto dalla d’Urso, a “Pomeriggio cinque”. Roberto D’Agostino, inventore di DAGOSPIA, pubblicizzava il romanzo, raccolta di tutte le foto di Pizzi, paparazzo dei nostri tempi, con le sue battute al fulmicotone.

Quello che più mi ha incuriosito non è tanto il fatto che un giorno, arriva un tipo e spara a zero su vip e vippetti qualsiasi: a parte il fatto che se lo meritano, è roba vecchia. D’Agostino, anche lui un po’ cafonal, a dire il vero, con i suoi modi un po’ rozzi, la sua posa svaccata, sparava sentenze su queste povere starlette e sui vari politici beoni che popolano il Bel Paese.

Dicevo, quello che più mi ha incuriosito, è il fatto che, pur essendo un libro assolutamente non celebrativo, dissacrante, con foto terribili e protagonisti del bel mondo ritratti a gozzovigliare come della gentaglia qualsiasi, i suddetti ambissero alla prima pagina, a farsi riprendere in certi momenti, beati di esserci, nonostante tutto.

Mi torna in mente il periodo di vallettopoli, anzi, di SCATTI E RICATTI, come Studio aperto rinominò l’affaraccio (in un impeto di genialità).

I traffici loschi di Fabrizio Corona e del suo staff, vennero a galla un po’ di tempo fa, modelle ricattate, estorsioni a fini personali, per evitare che certe cose, certe situazioni troppo poco politically correct, uscissero dagli scatti del sedicente fotografo. Quello che mi stupì allora e che mi ha stupito anche adesso con l’uscita di questo libro e tutto ciò che intorno vi circola (pettegolezzi, polemiche, pubblicità, testimonial), è l’insistenza di questi cosiddetti vips della politica e dello spettacolo di essere sempre al centro di ogni situazione, bella o brutta che sia. Non è sufficiente essere il protagonista di uno scandalo sessuale per correre a nascondersi dietro un cespuglio aspettando che passi la bufera, specialmente se dietro quello stesso cespuglio c’è un paparazzo pronto a riprendere e ad immortalare un momento che renderà immortali.

Immortalità, per quel che vale, che dura un battito di ciglia, giusto il tempo di una comparsata a Buona Domenica o da Costanzo, giusto il tempo di dire: “In quel servizio di Studio Aperto io c’ero”.

E non importa che si parli bene o male, l’importante è la chiacchiera intorno a quello che ti riguarda, l’importante è che il tuo nome sia accanto a quello della persona giusta al momento giusto.

Se Roberto D’Agostino intendeva sdoganare una classe, screditandola, non c’è riuscito. Politici, veline, mogli di imprenditori, e tutti quelli presenti su “Cafonal”, il libro da poco in edicola, sono ben contenti di esserci, e se potessero, pagherebbero per restare lì, giusto il tempo di dire: “ Ho fatto una cosa orribile, ma l’importante è che tutti ne siano a conoscenza”:

Un bacio!

Giò.

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