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Maxi Bag, maxi problemi

Maxi Bag, maxi problemi
December 9, 2008 Gio

Cari amici e care amiche,

bentornati su BlogPosh.

Come avrete capito dal post introduttivo, questo è soprattutto un blog di costume, in cui si chiacchiera di tutto, non di argomenti prettamente femminili, e sempre in uno stile leggero e ironico, che, spero, vi piaccia e vi faccia, di tanto in tanto, sorridere.

L’argomento del giorno, lo ammetto, è effettivamente tutto femminile, non per regioni sociologiche, quanto pratiche: parlo di borse.

Soprattutto parlo della capacità di perdere qualunque cosa nella mia capientissima borsa quando ne ho maggior bisogno.

Ricapitolo: come tutte le amiche lettrici sapranno, questo è l’anno della maxi city bag: in città va fortissima, di giorno ovviamente, la pochette per la sera resta un evergreen intramontabile.

La maxi city bag deve rispondere a determinate funzionalità: deve essere capientissima, possibilmente di pelle (o simil pelle), enorme, con la possibilità di portarla a braccio o a tracolla. I toni scuri, ben rifinita o no, l’importante è che sia enorme, e che ti dia la possibilità di infilarci dentro la qualunque, perché la qualunque, nella maxi city bag, beh, ci entra eccome.

In codesto accessorio indispensabile per ogni donna del 2008, di solito è possibile trovare molte tasche in cui inserire oggetti vari, dal telefonino all’agenda, al biglietto della metro nuovo.

Fondamentale è, però, che queste tasche vengano utilizzate, in moda tale che siano rispettati i motivi della loro esistenza.

Invece no. Ovviamente, nella fretta e nella confusione è assolutamente impossibile che una donna si ricordi di inserire nell’apposito spazio di questa, ricordiamo, enorme city bag, gli oggettini che deve portarsi dietro.

Detto questo, comincia la tragedia. Il telefono squilla e tu stai aspettando quella telefonata importantissima (per cui hai guardato fissa il telefono per una settimana sperando vibrasse), ma tanto, tranquilla: non lo troverai.

Soprattutto se non hai una base d’appoggio abbastanza grande su cui posare delicatamente l’enorme aggeggio infernale, perché altrimenti, dato che, solitamente queste borse fantastiche sono tutto fuorchè rigide, non riescono a sostenersi per più di un nanosecondo. Il telefono squilla, mentre naviga nel mare delle tue cianfrusaglie, poi smette, quando finalmente lo ritrovi si, in una tasca minuscola, ma di traverso, incastrato.

Stesso discorso con le chiavi: magari proprio quella sera tornando a casa ti sale su la sensazione orribile di essere seguita da qualcuno, così acceleri il passo, scruti dietro di te in cerca del maniaco che già ti immagini pronto alla violenza, cominci a cercare disperatamente le chiavi, arrivi al tuo portone. Niente, quelle maledette non ci sono. Intanto già ti vedi sgozzata dal mostro di turno, ma sempre e comunque con la tua maxi city bag stretta al petto, che, no, non trovi mai nulla nel marasma che c’hai messo dentro, ma quanto sta bene (possibilmente però non riversa sul marciapiede) e quanto è comoda?

Lo so ragazze mie, l’argomento borse è interessante, specie in questa accezione: diciamo che è un po’ la nostra croce e la nostra delizia.

So anche che a voi ragazzi all’ascolto non interessa assolutamente tutto questo blaterare su un oggetto per voi inutile, dato che riuscite a inserire qualsiasi cosa nelle tasche del jeans. Un giorno o l’altro ne parlerò, di questa vostra capacità incredibile e che, a volte, ammiro di cuore.

Detto ciò, vi lascio cari amici, e ci risentiamo domani, sempre qui, sempre con

Giò

(la borsa in foto è di Max Mara)

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