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Chi lascia la collezione vecchia per la nuova…

Chi lascia la collezione vecchia per la nuova…
December 8, 2008 Gio

C’è chi dice che seguire la moda sia deleterio, più che altro un modo per nascondere il vero sé e celarsi dietro una maschera glamour.

Ora, io non amo le maschere e tutto ciò che intorno a queste si costruisce: il carnevale, halloween, travestirsi per le feste. Dio ce ne scampi.

Però pagherei per avere uno stile un po’ più ricercato, e prima di tutto, un po’ di soldi da investire nel progetto stile ricercato.

Perché se fosse così facile vestirsi bene e non trascurare i dettagli, saremo tutte Sarah Jessica Parker. Invece pare che la parola d’ordine sia lowcost , ma con classe, ovviamente.

Non sempre l’accessibilità è sintomo di moda/fashion/gusto. Considerato che la moda cambia in un batter di ciglia, le vere patite saranno irremovibili sul buttarsi sulla vecchia collezione per risparmiare. Tremeranno davanti all’eventualità. Io non mi smuoverei di un millimetro, ma chiaramente è questione di attitudini.

E poi, cosa cambia da un mese all’altro nella moda? Che domanda terribile. Tutto ovviamente.

Tutto, amici miei.

Mai affezionarsi ad una moda. Fa male al cuore abbandonarla, specie se calza a pennello sul nostro fisico. Invece lei cambia, bruscamente anche. Le maglie a pipistrello che scendono tanto bene sui fianchi celando quei chiletti di troppo? Oggi vanno tantissimo, ma domani?

I maxi pull da mettere sul leggins? L’inverno 2008 li ha accolti a braccia aperte, ma cosa ve ne farete nella stagione 2009?

Non affezionatevi, cari miei. Se volete essere al passo con i tempi, ovviamente. Se invece ve ne importa ben poco, non vi farete cruccio di riutilizzare certi capi nella season invernale che verrà.

E ben venga pure questo.

E poi, c’è la questione: fisico: non è detto che quel capo fantastico che tutti hanno addosso ci stia bene. Anzi, è probabilissimo che calzi malissimo sul nostro corpo, dunque, in questo caso, addio moda, addio glamour, addio ultime collezioni.

Pazienza, dico io, non più filiforme più o meno da quando avevo 2 anni.

Di certo, c’è stato anche un tempo in cui la moda ha toppato di brutto. Che ne so, gli anni ’80, per esempio. Più di tutto, quello che mi fa male degli anni ’80 sono le acconciature. I capelli, Dio mio, che obbrobrio. Ho una foto di mia madre in pieno 1985, sempre lì, a ricordarmi con un sospiro di sollievo quanto sia grata al Signore per non avermi sottoposto a certi tagli drastici.

Lei è lì, bella e longilinea, con dei capelli inverecondi: corti, tutti tirati da un lato, impiastricciati fino all’inverosimile di una sostanza gelatinosa, così da avere un risultato niente male: zero capelli sul lato destro, tanti capelli sul lato sinistro.

Povere, povere donne.

Per dire, non sempre quello che dicono le riviste specializzate, e ancora prima, qualche strano stilista o esperto, equivale a verità indubitabile. Sono del parere che sapersi regolare su ciò che ci sta bene o che è obiettivamente bello è un gran pregio e serve innanzitutto per sentirsi a proprio agio in mezzo alla folla, senza crucci di sorta quando ci verrà in mente di indossare un capo dell’ormai andata stagione modaiola.

Un bacio,

Giò

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